Otturazioni: come curare i denti ed eliminare il dolore

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13/11/2018

Otturazioni: come curare i denti ed eliminare il dolore

Le differenze fra le otturazioni dentali suddivise per tipi (provvisoria o definitiva) e i tipi di materiali usati (meccanici o estetici).

Otturazioni: come curare i denti ed eliminare il dolore

Per otturazione odontoiatrica o otturazione dentaria esiste un doppio significato:

  • può riferirsi sia alla procedura operativa, alla chiusura di un foro o di una cavità, specie se di un dente cariato, che è effettuata dal professionista per recuperare la funzione e la forma originaria di un dente dopo patologia e/o trauma;
  • può riferirsi sia in senso lato al materiale, cioè la massa della sostanza impiegata per effettuare questa procedura, dopo averla posizionata nel dente.

Come si eseguono le otturazioni?

Le otturazioni effettuate dai professionisti sono procedure che richiedono passaggi precisi:

  • si può cominciare con l’esecuzione di una anestesia locale se la lesione lo richiede (nello specifico, l’anestesia è indicata per lesioni medio-ampie, mentre per lesioni superficiali può essere evitata);
  • si può procedere poi all’eventuale asportazione del materiale patologico (nel caso in cui ci sia);
  • si prosegue poi a riempire la cavità con il materiale apposito;
  • infine il materiale viene rifinito e lucidato.

Questa sequenza di base può prevedere però alcuni passaggi aggiuntivi, in base ai materiali usati, poiché sono legati alle diverse necessità degli stessi materiali.

Come si distinguono le otturazioni?

Didatticamente, possiamo suddividerle in base al materiale in provvisorie e definitive, anche in base al numero delle sedute: nel primo caso, saranno almeno due, altrimenti una. Nello specifico:

  • se è impossibile effettuare il trattamento endodontico e/o conservativo in una sola seduta, si procederà ad un’otturazione provvisoria della cavità, con materiali a composizione variabile. Questi materiali hanno la capacità di essere facilmente asportati, facendo poi completare il trattamento con l’adeguato materiale in una fase successiva; l’intervallo di tempo che passa dall’otturazione provvisoria alla definitiva dev’essere breve, poiché la soluzione provvisoria espone alla lunga il dente a rischio di infiltrazioni e fratture.
  • Per le otturazioni definitive, i materiali più usati sono o quelli meccanici come l’amalgama di argento, oppure quelli estetici come le resine composite ed i cementi vetroionomerici, I materiali estetici possono essere usati singolarmente o combinati.

Che differenza c’è fra i materiali delle otturazioni?

Materiali meccanici

I materiali metallici per le otturazioni definitive in odontoiatria sono l’amalgama d’argento e fino a pochi anni fa anche l’oro coesivo, oramai non più d’uso. Questo tipo di materiali richiede una preliminare preparazione di cavità ritentive meccaniche, perché non è ottenibile una vera adesione tra materiale e dente;ciò implica spesso il sacrificio di tessuto sano, indebolendo così la struttura dentaria residua; questo fattore, unito alla scarsa bellezza estetica del risultato, ha portato ad una diminuzione dell’uso dei materiali metallici, riservando l’impiego per l’amalgama specialmente nei casi difficili da gestire e con scarse necessità estetiche, come quelli che riguardano le classi di Black di II classe (cioè per le lesioni delle superfici interprossimali di molari e premolari, le carie radicolari e/o sottogengivali di difficile accesso), nelle situazioni di alto rischio di carie legate ad altre patologie orali o sistemiche, o per motivazioni economiche.

Materiali estetici

I materiali estetici sono largamente usati sia per le loro notevoli capacità mimetiche, sia perché forniscono anche un rinforzo alle strutture dentali a cui aderiscono. Per entrambi i materiali occorre un controllo durante le fasi dell’otturazione, poiché un eventuale contaminazione delle superfici può compromettere sensibilmente l’adesione ai tessuti dentali. Tale fenomeno porta come conseguenza alla formazione di una carie secondaria, eventualità che ha con caratteristiche ben più gravi, poiché comporta il fallimento dell’intera procedura.

Quanto dura un otturazione dentaria?

La durata nel tempo è variabile, e dipendente da alcuni fattori, come: il tipo di materiale usato, il grado di sollecitazione funzionale, le capacità dell'operatore ed il grado di mantenimento igienico del paziente.

Secondo alcuni studi, il materiale che garantirebbe una maggiore nel tempo sarebbe l'amalgama d'argento, specie nei settori posteriori, mentre secondo altri la differenza sarebbe quasi nulla; allo stesso tempo, esistono dati discordanti circa i cementi vetroionomerici. Tale variabilità dei dati è correlata ai fattori legati al paziente ed all'operatore.

Perché può fallire un otturazione dentaria?

La causa più comune è la comparsa di una carie secondaria, meno comune il cedimento dell'otturazione e/o del dente. Il pericolo di frattura, specie a carico della struttura dentale, è concretamente maggiore nelle otturazioni in amalgama d'argento, poiché il materiale si comporta da corpo estraneo, ed il pericolo aumenta ancora di più nel caso di ricostruzioni ampie.

La necessità di reintervenire per l'usura del materiale tende invece a non esser più considerato un fallimento: infatti, tramite le moderne tecniche adesive, si può intervenire sull’otturazione correggendola con l'aggiunta di materiale; in questo modo si evita di sostituire del tutto la precedente otturazione.

Complicazioni legate all'intolleranza ai materiali o alla loro tossicità, segnalate sia nel caso dell'amalgama che per quanto riguarda le resine composite, sono considerate rare.

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